I temi di progetto/ The context: Issues and Expectations

CONTENUTI E TEMI

Le attività della Scuola Estiva si sono svolte nel centro urbano di Porto Torres nella Sardegna Nord-Occidentale, un ambito territoriale che comprende oltre Porto Torres i centri di Sassari e Alghero. Nel territorio compreso tra il Golfo dell’Asinara e il Golfo di Alghero, Porto Torres rappresenta la porta di accesso alla città ambientale della Nurra e ai parchi dell’Asinara e di Capo Caccia.
La Nurra è una delle regioni storiche della Sardegna, una città ambientale caratterizzata dai tre centri urbani in cui Sassari è sede dei principali servizi dell’area vasta, con una popolazione residente che supera i 100.000 abitanti; Porto Torres rappresenta, per le infrastrutture del porto civico e industriale, uno dei principali scali e uno dei poli industriali della Regione (popolazione residente di 20.000 abitanti); Alghero si caratterizza per l’attività turistica interessata principalmente dai flussi del turismo balneare. Oltre i centri principali il territorio è caratterizzato da un insediamento diffuso articolato in piccole borgate e nuclei abitati, fortemente ancorati alle specificità della struttura paesaggistico-ambientale del territorio.
La Nurra è il territorio della qualità ambientale, dello sviluppo sostenibile e della democrazia partecipativa. Sono infatti attivi e in corso di attivazione i percorsi di Agenda 21 Locale nei tre comuni di Porto Torres, Sassari e Alghero.


Temi progettuali
I progetti si sono focalizzati nell’ambito territoriale di Porto Torres ed esplicitano alla scala architettonica, urbana e territoriale e con l’ausilio di modelli e tecniche di rappresentazione della conoscenza, alcuni scenari anche in relazione alle situazioni urbane non definite, che interpretano:

- le modalità del rapporto tra la città e il mare;


- l’organizzazione degli spazi di relazione tra la città e il porto;


- le relazioni tra la città e il corridoio fluviale del Rio Mannu;


- l'organizzazione dei servizi del porto civico;


- i processi di dismissione dell'area industriale e le modalità del rapporto con la città;


- i flussi e l'accessibilità territoriale e di microambito;

- i processi di stratificazione e di integrazione urbana della città archeologica;


- le forme e le modalità di gestione ambientale e di integrazione territoriale del Parco dell'Asinara.


ll progetto è sostenuto da strumenti critico-valutativi, modelli e tecniche che misurano i riflessi del progetto rispetto alla pluralità delle dimensioni dello spazio urbano e alle potenzialità di attivazione di processi autorganizzativi finalizzati alla creazione di economie locali.

LA PARTECIPAZIONE

Nella partecipazione si tratta di parlare ad una platea più generale persino più vasta dell’insieme di tutti i cittadini e non solo quella dei “portatori organizzati di interessi”.

La partecipazione deve essere fatta ed essere estesa per diversi motivi:
  1. un primo motivo è quello della necessità di un'informazione strutturata e trasparente verso i cittadini, gli ospiti, gli utilizzatori;
  2. un secondo motivo è quello della costruzione del consenso; progetti, grandi e piccoli, hanno bisogno non solo di essere conosciuti, ma anche di essere approvati e sostenuti; quasi mai un progetto beneficia tutti nello stesso tempo e allo stesso grado, spesso dà vantaggi maggiori ad alcuni, comporta disagi temporanei per molti, si scontra con le aspettative di altri;
  3. un terzo motivo è quello di fornire ai cittadini e alle loro espressioni organizzate la possibilità di essere parte del processo di formazione del progetto e di presa della decisione sui suoi contenuti e sulle modalità della sua realizzazione: in una democrazia rappresentativa ciò non implica in generale una restituzione della “delega” ai cittadini, ma implica che il processo di costruzione delle decisioni tenga dichiaratamente in conto in modo programmatico ed esplicito dell’opinione espressa dai cittadini.


Come nodo teorico resta quello relativo a come tener conto del punto di vista dei soggetti più deboli, alcuni dei quali pur avendo diritti non sono in condizione di esprimerli attraverso un voto o attraverso la partecipazione organizzata: non sanno, non possono, non riescono, sono impediti (legalmente o no) a farlo; si tratta – fra l’altro - degli immigrati, degli under 18, degli emarginati, dei carcerati, dei matti, delle persone “ridotte in schiavitù”: per loro la partecipazione è una necessità assoluta, visto che votare non possono.

Ma vi è anche la questione relativa a chi “si chiama fuori” (e talvolta a chiamarsi fuori, ad operare la secessione sono i potenti, non necessariamente i contestatori) .
Il diritto alla “secessione” (exit) dalla partecipazione ad una “comunità” non può essere negato, ma è (dovrebbe essere) sempre un problema per gli Amministratori; sia che la “secessione” sia esplicita (il rifiuto, la contestazione) sia che essa sia implicita, vuoi inconsapevolmente (come spesso è per gli emarginati:”non so di avere dei diritti”) vuoi consapevolmente (come è per i potenti o i portatori di interessi inconfessabili o illegali).

Argomenti, tecniche e strumenti

Solo parzialmente - per le ragioni che abbiamo esposto – si può affermare che anything goes nell’insieme di strumenti necessari alla partecipazione al processo di pianificazione.

Non vogliamo dire che esista una procedura rigida da seguire, ma sì che esiste una corrispondenza fra obiettivi e strumenti e dunque vi è la necessità di conoscere in modo adeguato gli strumenti e di saperne identificare limiti e potenzialità e di saperli collegare in vista di un obiettivo, di costruire una griglia di conoscenze e metodi legati agli obiettivi ed in particolare alla necessità di un progetto ambientale che tenga conto delle emergenze naturali, culturali, economiche e dei modelli sociali di fruizione intrecciando il momento dell’analisi e quello della progettazione.