0
Scuole Estive Internazionali
0
0
Scuole / Schools 2010
Scuole / Schools 2009
Scuole / Schools 2008
Scuole / Schools 2007
Scuole / Schools 2006
Scuole / Schools 2005
Scuole / Schools 2004
Scuole / Schools 2003
0
E se 2000 metri non bastassero?





Ignasi Perez Arnal
“E SE 2000 METRI NON BASTASSERO?”
TUTORES: Roberto Gentilizi, Paola Pittaluga
STUDENTI: Massimiliano Campus, Cristina Cervelli, Francesco Chessa, Alberto Collet, Gianluca Melis, Elena Secone, Maurizio Serra.


La rete ecologica, nel favorire il passaggio da un sistema chiuso ad uno aperto, pone le dinamiche evolutive dell’ambiente al centro delle strategie conservative, che ricercano la qualità ambientale come espressione della biodiversità, “responsabile” delle possibilità di evoluzione del territorio.

Il vincolo di inedificabilità entro la fascia dei 2 km dalla linea di costa della Sardegna, sebbene interrotto in ambito urbano e valido per un arco di tempo limitato, sembra riproporre ancora un’isola, una fascia in questo caso, di perfetta tutela, separando drasticamente “ciò che va conservato da ciò che deve essere buttato via”.

Quattro principali ordini di ragionamento emergono:

1. conservazione e qualità ambientale esistono solo in presenza di biodiversità, presenza possibile se non si interrompe la continuità ambientale che consente lo scambio dei flussi materiali e immateriali tra parti diverse del territorio.

2. riconoscimento del rapporto tra forme visibili del territorio e processi ambientali, spesso invisibili, che quelle forme hanno generato e generano. La tutela della “forma” visibile è vana se il processo ad essa sotteso non è tutelato.

3. comprensione di come si possa “trasformare conservando” e progettare rapporti di coesistenza e coevoluzione tra processi ambientali e di trasformazione e fruizione dell’ambiente.

4. il ruolo della civitas territoriale, il suo rapporto con il proprio spazio di vita e le sue risorse: qualunque sia il modello di fruizione richiede a chi è responsabile istituzionalmente delle scelte di trasformazione e fruizione, di svincolarsi da modelli esogeni, validi in assoluto, calati dall’alto e indifferenti al contesto.

Rispetto a questi ordini di ragionamento, i problemi trattati dal progetto riguardano :

-le potenzialità dei saperi e delle risorse locali legati alle attività tradizionali quali quelle agricole che possono ritrovare visibilità e importanza attraverso la realizzazione di parchi agricoli, restituendo dignità ad economie considerate “perdenti” rispetto a quella turistica;

-le potenzialità del lago del Liscia come luogo dell’acqua alternativo alla costa sul quale far convergere fasce di fruitori differenti;

-l’esistenza di ambiti a forte naturalità a ridosso dei maggiori sistemi turistici e infrastrutturali, con i quali attualmente non trovano alcuna relazione;

-il ruolo di Olbia, che ad una lettura attenta rivela una debolezza legata da una parte alla difficoltà di porsi in termini urbanistici forti in rapporto con il mare; dall’altra all’incapacità di porsi come “hall” della Bassa Gallura.

-la sostenibilità dell’insediamento attraverso la definizione di “unità insediative” autosufficienti anche sotto il profilo energetico e dello smaltimento di reflui e rifiuti.

Il progetto propone una forte integrazione tra la costa, il territorio interno e la città di Olbia.

L’integrazione è rappresentata spazialmente da una rete ambientale, pluridimensionale, che per maggiore chiarezza è stata scomposta in rete ecologica, storico-culturale, economica e percettiva.

La pluridimensionalità della rete si contrappone alla monodimensionalità, monofunzionalità e privatizzazione del modello Costa Smeralda, quasi corpo estraneo appartenente allo spazio “dei flussi” (lo spazio globale), slegato a quello “dei luoghi” (lo spazio della società locale).

La strategia del progetto è quindi quella di definire uno spazio dei luoghi fortemente ancorato al contesto locale ma aperto all’esterno.

In questa strategia il turismo non si configura solo come servizio al turista, ma diventa soprattutto un’offerta di relazione tra territorio e fruitore esterno di maggiore interazione.

Il progetto si sofferma in particolare su alcuni ambiti della rete ambientale ritenuti più significativi: la città di Olbia e la foce del Padrongianus, le rias di Cugnana e Arzachena, la direttrice interna Monte Moro-San Pantaleo-Lago del Liscia, il Lago del Liscia.


File allegati

TAV_02 ( TAV_02.pdf 930.71 KB )
TAV_03 ( TAV_03.pdf 816.46 KB )
TAV_04 ( TAV_04.pdf 674.13 KB )
TAV_05 ( TAV_05.pdf 919.15 KB )
TAV_06 ( TAV_06.pdf 904.53 KB )
TAV_07 ( TAV_07.pdf 574.41 KB )
TAV_08 ( TAV_08.pdf 1.15 MB )
TAV_09 ( TAV_09.pdf 1.27 MB )
TAV_01 ( TAV_01.pdf 463.80 KB )
TESTO ( E SE 2000 METRI NON BASTASSERO.pdf 77.96 KB )




| Versione per la stampa |
 
0
Mappa del sito / Site Map
0