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Laboratori di Progettazione|Design Workshops


Le lingue della scuola saranno italiano ed inglese Languages: Italian and English

Gruppi di progettazione

Tutte le scene del Temo
Aldo Lino, Facoltà di Architettura di Alghero
Aldo Bottoli, Docente di Percezione e Colore, Facoltà del Design, Politecnico di Milano

Tutte le scene del Temo come quadri di un’esposizione per cercare il valore di ciò che si vede e non la passione per ciò che si sa. Solo così potremo forse trovare una complicità diffusa, il progetto avrà maggiore valore se sarà capace di superare la nostra soggettiva intelligenza.

Spesso “inventiamo” la storia
E vogliamo che essa riviva per come la conosciamo,
per come l’abbiamo studiata o ce l’hanno raccontata.
Ma il presente è altra cosa,
ed è nostro compito “fotografarlo” per capirlo,
rendere nella rappresentazione la sua immagine reale,
restituirgli la contemporaneità che gli compete.
La sua attuale identità.

Raccogliendo il racconto di un fiume che,
silenzioso, continua ad attraversare questi luoghi,
luoghi del ricordo ma soprattutto luoghi del presente.

Affascinanti geografie che forse conosciamo ancora poco,
e che gli strumenti della rappresentazione
ci faranno conoscere meglio.
Ecco, la lettura dei luoghi eseguita attraverso
gli strumenti della rappresentazione,
per comprendere il loro carattere e restituirlo al progetto.

Possibili soggetti di lettura (scene):

-le ordinate tessiture degli orti intorno a San Pietro;
-la maestosa dimensione del fiume all’altezza del Ponte vecchio;
-le conce, fra passione per il rudere e la sua impossibile manipolazione;
-gli spazi liberi dall’edificato e la loro necessità di essere mantenuti tali;
-Santa Maria del Mare e il borgo dei pescatori;
-la foce, gli scogli di “cane malu” e il colle di “sa sea”

Il punto di vista sarà situato obbligatoriamente sul fiume, un grosso chiattone galleggiante che potrà essere pensato per ospitare manifestazioni culturali di vario genere, spettacoli, allestimenti temporanei, serate musicali… E tutte le scene del Temo saranno il variegato fondale di quester manifestazioni. Una sorta di Teatro di strada che in questo caso diventa Teatro del Fiume.
Per comprendere l’approccio, sarà necessario rivedere alcuni films:
P.Greenaway, I misteri del giardino di Compton house”;
M. Antonioni, Blow up;
S. Kubrik, Barry Lyndon
E un libro:
R. Queneau, I fiori blù.

Animazione e Design per la riqualificazione urbana
Nicolò Ceccarelli, Facoltà di Architettura di Alghero
Alfredo Calosci, web designer,Archimatica, Madrid
Con il laboratorio urbano dei giovani artisti internazionali (BNSG)
Tutors: Carlo Turri, Anna Caterina Piras

Nell’era della comunicazione digitale la ‘realtà’ tangibile dei luoghi fisici assume un carattere nuovo. Questo aspetto è particolarmente evidente sulla rete, dove concetti come esistenza virtuale e ubiquità, e la stessa idea di cyberspazio, sembrerebbero negare ogni relazione con lo spazio fisico proponendo un ambiente virtuale alternativo.
Proprio la rete, cui spesso tendiamo ad associare l’idea di ubiquità, è in effetti un caso limite, in quanto sembrerebbe negare-per definizione-non tanto i luoghi come tali, quanto la loro specificità.
Alcuni siti web, come gli sportelli elettronici, sostituiscono almeno in parte dei luoghi reali e costituiscono una estensione digitale del nostro intorno immediato; altri, come le esposizioni “on line”, ripropongono in un contesto differente e con una ergonomia specifica, esperienze normalmente legate a un luogo preciso. Il Museo per esempio, avvalendosi della versatilità dei linguaggi multimediali ma senza nessuna pretesa di sostituzione dello spazio “originale”.
Le reti digitali sono a tutti gli effetti parte della nostra realtà materiale e del contesto tecnologico in cui viviamo.
Sempre più spesso, poi, i luoghi vivono attraverso loro rappresentazioni: immagini, ricostruzioni interattive, sequenze animate. Queste, pur senza poter restituire pienamente l’esperienza spaziale e ambientale, offrono sovente immagini vivaci e stimolanti, ancorché concettuali delle realtà che rappresentano. Ciò anche perché, non dovendo confrontarsi direttamente con la realtà fisica dei luoghi, la comunicazione può agire su più livelli, in modo sintetico e intenzionale e in modo efficace per comunicare il progetto e le sue ragioni. Per evidenziare connessioni, potenzialità, per associare l’immagine che abbiamo dello spazio e dell’architettura con modi d’uso e d’abitare.
Insomma quell’insieme caratteristico dei luoghi urbani a qualità diffusa, caratteristico di centri come Bosa.

Prometeo è giunto in città/Lighting Design
Gianni Forcolini, Facoltà del Design, Politecnico di Milano

Il workshop di Lighting Design si propone di indagare e progettare nuovi scenari serali e notturni di Bosa, realtà urbana ricca di storia, arte e natura. Il tema si inquadra oggi nell’ampia problematica concernente l’evoluzione dei piccoli aggregati urbani collocati nell’area mediterranea.
La loro trasformazione da luoghi di lavoro manuale e di scambio mercantile, con radici secolari nel territorio rurale in prossimità del mare, in centri di attrazione turistica nonché di attività culturali e formative, pone la complessa questione del controllo e del governo di questo necessario quanto inevitabile trapasso, che ci si augura avvenga in un’ottica di salvaguardia e valorizzazione di tutte le risorse locali.
I punti fondamentali sono: la salvaguardia e la tutela del territorio, non solo delle vestigia del passato ma anche di beni ambientali come l’acqua e la volta celeste, la riscoperta dei valori che hanno fondato nel tempo la vita di relazioni della comunità di Bosa e della sua regione.
La luce artificiale è lo strumento più potente per costruire l’immagine complessiva della città e del suo territorio, in un arco temporale – sera e notte – in cui si concentrano occasioni di incontro, modi e attività di svago e intrattenimento, momenti di arricchimento culturale. Il workshop di Lighting Design vuole sperimentare l’uso della luce come materia prima per progettare le immagini serali e notturne della città.
Il workshop si struttura in due parti:

La prima parte è organizzata in 5 fasi:
1. introduzione e propedeusi sulla semantica della luce nella civiltà mediterranea, ossia analisi dei significati e dei valori simbolici della luce a partire dal tragico mito di Prometeo;
2. la natura fisica della luce e dei colori;
3. aspetti tecnici, tecnologici e produttivi: sorgenti di luce artificiale, apparecchi, componenti, impianti e sistemi di illuminazione;
4. criteri e vincoli legislativi e normativi in tema di tutela ambientale;
5. principi e metodi di progettazione dell’illuminazione urbana.

La seconda parte del workshop è di sperimentazione progettuale e di verifica, attraverso la selezione di campioni urbani, operata nel contesto di Bosa (aree, zone, monumenti, beni ambientali), quali ambiti di lavoro per i partecipanti raccolti in piccoli gruppi.

Cultural and Heritage Design
Alberto Seassaro, Raffaella Trocchianesi
Facoltà del Design, Politecnico di Milano
Tutors: Luigi Brenna, Andrea Siniscalco

Progettare l’identità: applicazioni design driven per la valorizzazione del territorio
Lo sviluppo dei sistemi di trasporto e di comunicazione associato ad una maggiore disponibilità e flessibilità del tempo che ciascuno ha a disposizione, amplifica le opportunità dei viaggiatori in cerca di nuove esperienze. Scegliere la meta per un viaggio di vacanza o cercare un luogo per impiantare la propria attività lavorativa diventano dunque attività molto simili all’acquisto di un qualsiasi prodotto o servizio: ci si lascia affascinare, ci si informa, si valutano le proprie disponibilità economiche e si procede all’atto di acquisto. Alla luce di questo scenario diventa necessario per i luoghi (siano essi regioni, città o paesi) ripensare alla propria identità al fine di accrescere il proprio potere attrattivo nei confronti dei potenziali utenti (acquirenti).
Riteniamo che il design, inteso come processo creativo di reinterpretazione del reale, possa contribuire a valorizzare e comunicare gli aspetti più peculiari di un luogo.
Queste considerazioni valgono anche per un territorio come quello sardo. Quale Sardegna? È la terra delle spiagge dai nomi affascinanti, è l’on stage dei paesi-scenografia, è lo status symbol dei locali cult con testimonial d’eccezione. Ma c’è un’altra Sardegna, forse più misteriosa ma ben più affascinante di cui Bosa ne costituisce una significativa testimonianza. E se è questa la Sardegna che vogliamo valorizzare i temi-identità interessanti su cui lavorare potrebbero essere il “nonsolomare”, la destagionalizzazione dei flussi turistici, l’immaterialità di rituali che rischiano di andare perduti. Questo approccio è ancora più significativo se pensiamo che è sempre più importante considerare il territorio (piccolo paese, città, regione quale che sia) un prodotto da comunicare, “vendere” e far fruire.
Il laboratorio è volto a reinterpretare analizzare il contesto d’intervento attraverso metodologie design oriented, ad individuare, visualizzare e dare forma all’identità del luogo con la finalità di valorizzarne le risorse e i beni che lo rendono unico e speciale, a mettere a punto nuovi modelli di fruizione del territorio stesso e a comunicarne il valore.

Obsidian Networking/Interaction Design
Yaniv Steiner, Human Computer Interaction (HCI) Specialist, Israel
Tutor: Antonello Marotta

Grazie alle nuove tecnologie mobili, i nostri cellulari, computer, apparecchi televisivi e gli altri dispositivi elettronici, stanno espendendo la loro ragione di esistere aldilà della loro dimensione e posizione fisica. Poiché ognuno di noi porta con se un telefono pressoché dovunquequesto è sempre più conceipto come un'interfaccia o un terminale per scambio di dati ad alto livello anziché come un dispositivo di comunicazine diretta interpersonale.
Seppure la Sardegna sia la seconda più vasta isola del Mediterraneo. l'accesso ad internet e la banda larga non sono particolarmente usate nel suo territorio, come anche non lo sono le aree WiFi. Per alcuni, nativi e turisti, accedere a vitali informazioni digitali finchè sull'isola può essere complesso. E ciò anche in presenza di una rete di telefonia mobile ben diffusa e distribuita.
La Sardegna è un luogo antico, ben noto per la sua Architettura Antica, per le splendide spiaggie e per la musica (è il luogo in cui ha origine una delle più antiche forme di Polifonia Vocale). Mentre su internet queste informazioni, la loro localizzazione sul territorio, e la loro storia sono ben documentati, questo patrimonio informativo non è accessibile a chi attraversa l'isola con un dispositivo di telefonia mobile.
In più, è ben noto che i locali conoscono le località migliori, dove hanno luogo le migliori attività culturali, e molte alltre cose che restano 'segrete'. Queste informazioni potrebbero restare inacessibili a chi fosse estraneo a determinati gruppi sociali.
Il collegamento tra il territorio locale, la sua cultura e i suoi abitanti attraverso il design, la tecnologia e il networking collaborativo sociale.
Nel corso di questo workshop gli studenti esploreranno e progetteranno un nuovo strumento ibrido per le piattaforme dei servizi di telefonia mobile del futuro in collegamento con le localizzazioni fisiche dei servizi attivati. Gli studenti impareranno a progettare lun livello di architettura informativa di un servizio sociale a vasta scala e interfacce utente per l'accesso da diversi terminali.
Ci concentreremo su un sistema di soluzioni cross platform capaci di collegare computer, internet, dispositivi mobili con la gente, la storia e la cultura. Una delle nostre principali preoccupazioni sarà verso la condivisione dei contenuti e la creazione e implementazione collaborativa di nuovti tipi di dati (del tipo dei Chat/IM moderni or della raccolta asicnrona di dati). IL sistema dovrà offrire accesso a questo insieme di contenuti unico e a in continua crescita da qualunque telefono mobile, coimputer, televisore e addirittura apparecchio radiofonico.
Perché Obsidian Networking?
Il nome del workshop si ispira all'era preistorica, quando gli abitani della Sardegna svilupparono il commercio dell'ossidiana, un tipo di vetro vulcanico nerastro, usato per la costruzione dei primi utensili. Questa attività mise in contatto il popolo della Sardegna con la maggior parte degli altri popoli mediterranei.

Natura Attiva: lavorare con la natura
Ignasi Pérez Arnal, Es_ARQ UIC, Barcellona
Tutor: Michele Valentino

Sino a pochi anni fa, l'umanità lavorava nella natura. L'avvento della nuove tecnologie ha tuttavia aperto un nuovo rapporto con la natura: società di biotecnologie, laboratori di genomica, ricercatori nel campo zoologico, sviluppatori di robot "personalizzati" artificialmente, produttori attivi nel campo delle nanotecnologie.....E' singolare che tutto quanto è stato sviluppato dalla natura venga pensato come design naturale, mentre tutto quanto sia invece frutto dell'opera umana sia percepito come design artificiale. C'è un confine, una linea, una frontiera che ancora dev'essere esplorata e conquistata per creare un nuovo spazio che si collochi tra queste due dimensioni.
Dopo che una consapevolezza scientifica si sarà evoluta tramite questa ricerca, e che i prodotti si saranno posizionati in un mercato aperto, i progettisti dovranno guardare a prospettive alternative per includere e interagire con concetti che richiedono di essere configurati e cristallizzati. Gli artisti hanno lavorato con le piante, i pianificatori con la land art, gli architetti con le facciate verdi, e gli stilisti con le fibre naturali. L'obbiettivo del nostro NatLab è definire maniere alternative per creare progetti attraverso strategie che derivano direttamente da processi naturali, immagini della natura, materiale creati dalla natura.
Questa "naturazione" degli obbiettivi del laboratorio ci porteranno a controllare sistemi creativi che possiamo sviluppare per trovare un nuovo approccio alla progettazione.
Il design leggero è un design naturale, e come realizzarlo e comunicarlo sarà alla base di questo seminario condotto da Ignasi Pérez Arnal (architetto, axe Arquitectura y Entorno, Ecomateriales.net).

Design teams

All the Scenes of the River Temo
Aldo Lino, Facoltà di Architettura di Alghero
Aldo Bottoli, Adj. Professor of Colour and Perception , Facoltà del Design, Politecnico di Milano

All the scenes of the River Temo, as pictures in an exhibition, to seek for the value of what we see and not for the passion for what we already know.Only so we may be able to find a diffuse complicity, designs will have more value if can go beyound our subjective cleverness.



We often ‘invent’ history
And we want it to live again as we know it, as we have studied it, or as we have been taught,
But the present is something different, and it is our job to ‘picture’ it to understand it,
rendering through its representations its real image, give back to it its contemporaneity.
Its current identity.

By collecting stories of a river that keeps silently flowing through these places, places of memory but mainly places of the present.
Fascinated by geographies that we maybe know only in part, and that the tools of representation will make us know better.

Here, the reading of places through the tools of representation, to understand their characther and return it to our designs



Possible subjects (scenes):
-the ordered structures of the greens around the S. Pietro Church
-the grand dimension of the river near the old bridge
-the tanneries, between passion for the wreckage and its impossible manipulation
-the spaces free buildings, that need to be kept so
-S. Mary of the sea and the fisherman’s quarter
-the river’s estuary, the rocks of ‘cane malu’ and the ‘sa sea’ mountain



Our focus will be necessarily on the river, on a floating barge that can be where cultural events, shows, temporary exhibits, music, take place… And all the scenes of the River Temo will be the varied background of such events. A sort of street Theatre that here becomes the Theatre of the River.
To understand our approach it will be useful to get back to some movies:
-The Gardens of Compton House (Peter Greenaway)
-Blow-up (Michelangelo Antonioni)
-Barry Lyndon (Stanley Kubrik)



and a book:
-Les Fleurs Bleue (Raymond Quenau)

Animation Design for urban requalification
Nicolò Ceccarelli, Facoltà di Architettura di Alghero
Alfredo Calosci, web designer, Archimatica, Madrid
With the urban workshop of international young artists-BNSG
Tutors: Carlo Turri, Anna Caterina Piras

In the age of digital communication the tangible 'reality' of physical places has taken a new character. This fact is particularly evident on the web, where concepts such as virtual existence and ubiquity, the same idea of cyberspace, may appear to ceny any relationship with physical space offering instead an alternative virtual environment. The web, often associated with the idea of ubiquitous space can be seen as an extreme, since-by definition-it tends to deny not only places as such, but their very specific essence.
Some web sites, such as the electronic frontdesks substitute at least partially some real places and constitute a digital extension of our close surroundings; others, such as the on-line 'exibits' re-present to us experiences usually connected with a specific place, athough with a different context and a specific ergonomic approach. The Museum, for instance, making use of the versatility of multimedia languages, but without any attempt to substitute the 'original' space.
Digital network are, with no exception, part of our current material reality and of the contemporary technological context.
Nowadays, places live more and more through their representation: images, interactive reconstructions, animated sequences. These, despite not being capable to fully reproduce the spatial and environmental experience, offer often lively and stimulating images, although sometimes very conceptual, of the reality they represent. By not having to matter about the actual confrontation with the 'physical reality' of places, this approach allows to effectively communicate design ideas and their rationale, working at many levels, sintethically and intentionally. Putting into light connections, potential states, and associating the image we have of space and of architecture with ways to use and to live. After all, that mix of factors so tipycal of places that, such as Bosa, experience a diffuse urban quality.
The valorisation of the specific quality and the identity of a place through such, ubiquitous and virtual representations, is the goal of this workshop. On one side we will investigate on how the 'on-line publication' of a place can take us, in both directions, along the trail that connects actual sites with 'web' sites. On the other side we will explore how the universal language of animation, with its specific capacity to bridge cultural, linguistic, and age boundaries, can contribute to highlight some connections, and ease some communication processes that become every day more and more important.

Prometeus has come to town/Lighting Design
Gianni Forcolini, Facoltà del Design, Politecnico di Milano

The Lighting Design workshop is aimed to investigate and to design new nightime scenarios for Bosa, an urban center rich of history, art and nature.
The topic is related to the problem of the development of small urban centres in the mediterranean area.
Their transformation from working and commercial centres-with an ancient history of relationships with the rurual territory close to the sea, to touristic, cultural and educational poles of attraction, raises in fact the complex question of how to manage this necessary and unavoidable shift, that ought to take place within a framework of valorisation and saufeguard of all local resouces.
The main points are: the saufeguard of the territory, and not only of ancient remains but also of environemental add-ons like water and the sky vault, the re-discovery of the values that have established the life of a community like Bosa and of its region during time.
Artificial light is the most powerful tool to build the general image of a city and of its territory, in a temporary span-the evening and the night-in which a broad series of social, entertainment and cultural opportunites occurf. The Lighting Design workshop is aimed to experiment the use of light as raw material to design evening and night images of the city.The workshop is structured in two parts:
The first phase is introductory.
_introduction to the semantic of light in the mediterranean civilization, analisys of meanings and symbols of light starting from the tragic myth of Prometeus.
_Understanding of the physical nature of light and of colours.
_Technical, technological and connected to production aspects of: artificial sources, devices, components, plants and lighting systems.
_legislation criteria and constraints in terms of environmental saufeguard.
_methods and principles of urban lighting design.
The second part of the workshop deals with design experimentation and verification, through the selection of some urban contexts within Bosa, where we will work in small sub-groups.


Cultural and Heritage Design
Alberto Seassaro, Raffaella Trocchianesi
Facoltà del Design, Politecnico di Milano
Tutors: Luigi Brenna, Andrea Siniscalco

Designing identity: design driven applications for the valorization of territory.
The development of transportation and communication means, associated with more free time and more flexibility enhance the opportunities for travellers seeking for new experiences. Choosing a holiday destination or looking for a place where to set up a new business is becoming something similar to buying any other good or service: we let ourselves get fascinated, we gather information, we evaluate our budget and eventually we buy. This new set of things requires for any possible destination (either regions, cities or towns) to re-think its identity so to enhance its attraction potential towards potential users.
We think that design, seen as a creative process of re-intepreting the real, can contribute to the valorisation and communication of the most peculiar traits of a place.
Are these considerations valid also for a territory like that of Sardinia? And for which Sardinia? Is it the land of the beaches with fascinating names, is the 'on stage' of scenographic small towns, is it the 'status symbol' of VIP's night clubs?Another Sardinia exists, maybe more mysterious but far more fascinating, and of this other 'face' of Sardinia Bosa is a living example. And if this is the Sardinia we wish to valorize the identity themes to work about may be the 'not-only-sea', the de-stagionalisation of turistic fluxes, the non materiality of rituals that risk to be abondoned. This appproach is even more crucial if we consider the growing importance of the idea of territory (at the various scales) as a product that need to be communicated, 'sold' end 'used'.
The workshop aims to re-interpet the project context through design-oriented methodologies, to understand, visualize and shape the identity of a place, so to enhance what makes it unique and special, and to develop new models for the use of territory and to communicate its values.

Obsidian Networking/Interaction Design
Yaniv Steiner, Human Computer Interaction (HCI) Specialist, Israel
Tutor: Antonello Marotta

With new mobile technologies, our mobile phone, computers, televisions and other electronic devices are expanding their existence beyond their physical location and size. Since most of us carry a mobile phone almost anywhere, it’s conceived more and more as an interface or a terminal for data on a higher level than straightforward person-to-person communication.
Although Sardinia is the second-largest island in the Mediterranean Sea, internet access and broadband are not common and not wildly used around the island, needless to say hot spots. For some people, native and tourists – the access to vital digital information while on the island could be a difficult task. With that said cellular network is widely spared and accessible all over the island.
Sardinia is one of the most ancient places in Italy, it is well known for its extraordinary areas such as ancient Architecture, wonderful beaches and music (Home to one of the oldest forms of Vocal Polyphony). While on the internet this information, locations and history are well documented - on a mobile phone for a person roaming the land, this information is not accessible at!
More then that, it is a well known fact that native people know where the best places are, the best cultural activities happens and many other secrets known only to locals. This information may not be accessible to anyone else but that specific social group.
“The connection of local territory its culture and habitants via design, technology and social collaborative networking”
In this workshop students will be asked to explore and design a new hybrid tools for tomorrow’s mobile services platforms in connection with the physical location that the service is activated. Students will learn how to design the information architecture layer of a large scale social service and design user interfaces for the different access terminals.
We will be focusing on a cross platform system that can bridge: computers, internet and mobile devices with people, history and culture. One of our main attentions will be towards content sharing and collaborative content creation and implementation of new data types (like modern Chat/IM or unsynchronized data gathering). The system should provide access to this unique and ever-growing content from any mobile phone, computer, television and maybe even radio sets.
Why Obsidian Networking?
The name of this workshop is related to the Prehistoric era when Sardinia’s inhabitants developed a trade in obsidian, a black or dark-colored volcanic glass. Obsidian was used for the production of the first tools. This activity brought Sardinians into contact with most of the Mediterranean people.

Active Nature: working with nature
Ignasi Pérez Arnal, Es_ARQ UIC, Barcelona
Tutor: Michele Valentino

Few years ago, mankind worked in the nature. New technologies have opened a new relationship with nature: biocompanies, genomic laboratories, zoological researchers, artificially "personalised" robot developers, nanotechnology manufacturers... It is strange that anything done by nature is thought as natural design while anything made by man is perceived as artificial design.
There is a border, a line, a frontier that have to be explored and conquered in order to create a new in-between space.
After a technician is evolving through this work, and products have to being placed in an open market, designers have to attend alternative perspective to include, to interact with concepts that need to be shaped and crystallized. Artists have worked with plants, urban-planners with land art, architects with green façades and fashion-makers with natural fibers. So the aim of this NatLab is to define alternative ways to create designs through the use of strategies that have directly been extracted from natural processes, nature images and nature-born materials.
This "naturation" of the goals of the seminar will lead us to domain creative systems that may be developed to a new approach for design.Lite design is natural design and how to create it an d how to communicate it will be the basics of this seminar conducted by Ignasi Pérez Arnal (architect, axe Arquitectura y Entorno, Ecomateriales.net).






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